La prima fiera non si scorda mai.

E fu Bonjour Provence. Era agli inizi della nostra storia, quando ancora l’attività del Centro Congressi era completata da quella delle Palazzine del 600, non ancora destinate ad altri utilizzi.

La prima edizione ne occupò due. I saloni dalle spesse mura bianche si accesero dei gialli e degli azzurri delle stoffe provenzali. Furono invasi da sentori di lavanda, spezie e saucisson. E dalla folla di visitatori, attratta da colori, profumi e sapori che in un’epoca non ancora global si percepivano quasi come esotici.

Il successo di quella prima mostra suscitò l’interesse degli organizzatori di piccole fiere, per le quali i locali dei Magazzini del Cotone parvero la soluzione ideale. Ampi spazi personalizzabili in una location in pieno centro, sul mare, con possibilità di parcheggiare. What else?

Divennero via via salotti arredati con tappeti orientali e trumeau Luigi XV. Percorsi gastronomici tra le eccellenze biologiche di tutte le regioni italiane. Piste per trenini da collezione e atelier di produzioni artigianali.

Si misero in esposizione Vespe e camper. Bottiglie di limoncino, confezioni di calisson e tavolette di cioccolato modicano. Cani toelettati, serpenti e iguane immobili nelle teche.

 

Una fiera è una fiera è una fiera.

In 25 anni nei Moduli dei Magazzini del Cotone abbiamo visto montare e smontare centinaia di stand e di banchi espositivi di ogni merceologia fieristica.

Ci siamo sposati con lo strascico di pizzo e il viaggio in auto storica, abbiamo degustato vini di produzioni di nicchia e mieli dop, sfogliato rari albi a fumetti…

Abbiamo realizzato complessi copriletti quilt, provato trattamenti ayurvedici e shiatsu, ascoltato i preziosi crepitii di vecchi vinili anni 60’…

Ci siamo vestiti da Cosplay, tatuati simboli Maori sugli avambracci, ammirato cristalli di rodocrosite e ceramiche artistiche…

 

Vanno vengono ogni tanto si fermano.

Pafrasando De Andrè: le fiere vanno vengono ogni tanto si fermano. Diverse ne abbiamo lasciato lungo la strada, anche dopo numerose edizioni. A parecchie abbiamo dovuto dire di no. Molte sono quelle che si sono accasate nei Magazzini del Cotone e ritornano puntualmente, superato ormai il decennio.

Il nostro calendario annovera attualmente –e da molti anni- presenze fisse e irrinunciabili per il vasto pubblico di estimatori.

Febbraio consiglia come combattere il freddo con gli esercizi olistici e le proposte salutistiche di Zen-A, Fiera del Benessere.

Marzo anticipa la primavera con le novità per le creative proposte da Fantasy & Hobby.

Aprile fa canticchiare vecchie canzoni rovistando nelle casse di LP della Fiera del Disco.

Maggio invita alle escursioni mineralogiche ammaliando con le forme e i colori delle pietre di Genova Mineral Show.

Novembre riporta Fantasy & Hobby con le collezioni invernali e ancora melodie e nostalgie con il bis della Fiera del Disco.

 

Andar per fiere.

Ad ogni edizione, migliaia di appassionati si riversano nei saloni dei Moduli alla ricerca dell’oggetto utile o raro. Qualsiasi sia la tipologia, c’è sempre la solita atmosfera rilassata e gioiosa, carica d’aspettativa.

Non a caso  fiera deriva dal latino fĕria: giorno festivo, vacanza. In società meno fluide e più inclusive di quelle attuali, nei giorni di festa si organizzavano grandi mercati. Erano l’occasione per vedere merci non abitualmente disponibili e per socializzare.

Ai nostri giorni l’inesplorato è rimasto poco. Il mercatino rionale propone pile di tovaglie provenzali e sacchetti di spezie di tutti i colori e gli aromi. Compriamo bacche di goji al supermercato sotto casa, su internet abiti e oggetti d’arredo provenienti da tutto il mondo.

Ma le fiere continuano ad attrarre migliaia di visitatori. Per trascorrere piacevolmente qualche ora, per vedere se c’è qualche novità, non si sa mai. O forse solo per respirare ancora quell’atmosfera locale e inclusiva che non ci appartiene più, ma che in certi momenti ci accade di rimpiangere.