Bene per Benfenati.

Certamente il Centro Congressi di Genova dà il suo massimo quando pullula di congressisti in tutte le sale e in tutti i Moduli. Quando tutti i posti dell’Auditorium sono occupati, la soddisfazione va alle stelle. Ma ci sono eventi di dimensioni più contenute che ugualmente sono motivo di compiacimento per la consistenza scientifica e per la qualità dei relatori.

Dopo 65 edizioni, il Congresso della Società di Fisiologia è approdato al Porto Antico su candidatura del Professor Fabio Benfenati, docente di Neurofisiologia all’Università di Genova e direttore del Dipartimento Neurosciences and Brain Technologies dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT).

Questa è stata un’occasione importante –  dice Benfenati –  per fare conoscere il lavoro dei ricercatori genovesi, ma anche di far conoscere Genova alla comunità fisiologica nazionale.

Abbiamo chiesto al Professor Benfenati un feed back al termine dell’esperienza al Centro Congressi del Porto Antico.

Professore, ha recepito commenti positivi dai suoi ospiti, su questa edizione genovese?

Il Congresso, che veniva dopo due location di prestigio, Portonovo di Ancona nel 2013 e Anacapri nel 2014, ha riscosso un grandissimo successo per la ricchezza del programma scientifico e sociale ma anche e soprattutto con apprezzamento per la sede, per la cucina e per la possibilità di potersi muovere a piedi tra le sedi degli alberghi, il centro congressi e il centro storico.

Per il catering nel corso dei lavori avete optato per una soluzione parzialmente in esterno. Soddisfatti?

Molto. I coffee break all’interno dell’area espositiva hanno assicurato i consueti momenti di incontro e aggiornamento tra ricerca e aziende. I lunch sulla banchina del Molo Vecchio hanno costituito reali pause nei lavori, complici le belle giornate di sole e di clima mite, e hanno consentito di gestire con maggior serenità il budget che, nei congressi che riguardano la ricerca di base, e quindi con risorse limitate e con quote di iscrizione molto basse, riduce notevolmente gli ambiti organizzativi.

Il programma non ha tralasciato gli eventi sociali. Che accoglienza avete riservato ai vostri ospiti?

Il programma sociale includeva l’apertura e il cocktail di benvenuto nella bellissima sede storica dell’Università in via Balbi. La sera successiva si è tenuto un concerto della giovane promessa del pianismo italiano Alberto Tessarotto, presso l’Auditorium E. Montale del Teatro Carlo Felice, che ha avuto un grande successo. Infine nell’ultima sera si è svolta la cena sociale presso la Sala dei Cetacei dell’Acquario di Genova, preceduta da una interessante visita alle vasche “a porte chiuse”.

Possiamo dire che si è trattato di eventi improntati ad una certa esclusività. Altra particolarità del vostro meeting sono state le due mostre fotografiche allestite nei Moduli dei Magazzini del Cotone. Ritiene che questa edizione genovese abbia lasciato una particolare impressione nei partecipanti rispetto alle altre?

Sicuramente si è contraddistinta per l’originalità e le innovazioni nel programma, quali appunto il concorso fotografico “Arte e Scienza” e la mostra fotografica di Enzo Cei, o il pitch contest tra i giovani presentatori di poster con premiazione finale. Tutti eventi paralleli che hanno costituito un ottimo accompagnamento alle sessioni scientifiche, di ottimo livello e molto frequentate. Un’esperienza sicuramente da ripetere nelle prossime edizioni. Il SIF 2015 si è inoltre certamente distinto anche per la intensa partecipazione e per lo svolgimento perfetto delle sessioni.

Infine, il nostro Centro Congressi dei Magazzini del Cotone! Come vi siete trovati, come Organizzatori, nella nostra struttura?

La struttura del Centro Congressi è una sicurezza: ben organizzata, personale efficiente e disponibile, siamo stati molto soddisfatti.