Per quanti ancora non lo sapessero: Genova è la città di Cristoforo Colombo, del pesto, del mugugno e dell’understatement.

Di Colombo sapete già tutto; il pesto, se ancora non lo conoscete, vi consigliamo caldamente di provarlo.

Gli ultimi due concetti meritano qualche approfondimento.

mu·gù·gno/

Il mugugno l’abbiamo inventato noi, anche se ormai si è propagato in tutta Italia. Tradotto dal Genovese significa:

Espressione sommessa di scontento, lamento, lagnanza, brontolio *

Attività così cara alla gente ligure, che un tempo i marinai all’atto dell’ingaggio si dice potessero scegliere tra due opzioni: senza mugugno, che prevedeva un extra sulla paga, o  “con diritto di mugugno”, meno remunerativo, ma con la possibilità di  estrinsecare il proprio disappunto mentre lavoravano:

Nel vocabolario marinaresco, brontolio di critica a un ordine dato, pur eseguendolo *

/ˈʌndəˌsteɪtmənt/

L’understatement invece lo hanno inventato gli Inglesi, ma Genova, definita la città più inglese d’Italia, l’ha fatto proprio. E’ una delle forme di autolesionismo locale che ci ha penalizzato da sempre, o almeno da quando abbiamo dismesso i vascelli con i quali decretavamo la nostra supremazia in tutto il Mediterraneo.

Per questo motivo per tanto tempo Genova si è parlata poco addosso, non si è raccontata e proposta, non si è disvelata. Le celebrazioni colombiane del ’92 hanno segnato la svolta, ridisegnando il fronte mare nel pieno centro cittadino e trasformandolo in attrattiva turistica: il Porto Antico. Da allora ha iniziato a coagularsi la consapevolezza della forte identità cittadina, consolidata dalla nomina a capitale della cultura nel 2004 e dall’indefesso lavoro di tutto il comparto turistico negli anni .

L’attività del nostro Centro Congressi   ha contribuito per la sua parte. Nata e sviluppatasi insieme al Porto Antico, ha fatto confluire a Genova  importanti flussi di visitatori da tutto il mondo.  L’impegno è stato ripagato: in tanti anni di lavoro e di eventi abbiamo raccolto da organizzatori e da partecipanti calorosi apprezzamenti  per la città – spesso scoperta con sorpresa-  oltre che per la nostra struttura.

That’s the press!

Adesso si sa che Genova è una città che merita di essere visitata, lo sanno anche all’estero, e non sono pochi i giornali, le riviste e i travel blogger che negli ultimi anni le hanno dedicato una vetrina.

Recentemente lo hanno scritto i travel writer del Daily Telegraph Chris Leadbeater – che racconta e raccomanda la nostra città in un articolo –  e Julia Buckley, che fa una cronaca dettagliata di uno stimolante week end genovese, con indicazioni e consigli su tipicità, mostre e ristorazione.

Lo ha evidenziato il Daily Mail, con un articolo di Polly Coles che la definisce a dreamy place, una città piena di colori dallo scenario non artefatto: un labirinto di antichi vicoli e palazzi, mura medievali, torri e campanili, ascensori comunali che portano da un livello all’altro della verticalità propria della topografia genovese.

Genova tutta colore.

E’ di questi giorni un sondaggio svolto a livello nazionale dall’ateneo genovese su come viene percepita Genova da fuori. Ne risulta un ritratto zeppo di aggettivi lusinghieri: bella, accogliente, innovativa, dinamica, vivace, tranquilla, solidale.

Gradevole il clima, buono il cibo, un luogo piacevole dove ci si può anche divertire.  Il capoluogo ligure ne esce decisamente connotato come città turistica a vocazione internazionale, d’arte e di cultura, oltre che impegnata nella ricerca scientifica e tecnologica.

Risulta anche che di tutto questo gradimento siamo un po’ sorpresi noi Genovesi per primi: nonostante tutto l’understatement resta radicato,  come pure il diritto di mugugno.

 

*Grolier