La Storia.

Su Internet ci sono alcuni siti di collezioni di vecchie cartoline di Genova. Del porto ce n’è una vasta scelta, in bianco e nero naturalmente, e anche qualcuna ritoccata con delle improbabili tinte pastello.

Il porto in queste vedute è sempre così pieno di grandi bastimenti che sembra che non ci sia neanche il mare, ma solo navi una accosto all’altra. Ci sono parecchie vedute con i Magazzini del Cotone sullo sfondo, e davanti l’Isola delle Chiatte, e dietro la collina di Carignano.

L’Isola delle Chiatte di oggi è solo una installazione simbolica alla memoria, ma le chiatte, alla fine dell’Ottocento, erano una quantità enorme, e fungevano da traghetto per le navi che non potevano approdare, erano una specie di estensione della banchina per l’attracco, e all’occorrenza servivano anche da magazzino.

I Magazzini del Cotone sono nati in realtà come magazzini generali, a fine Ottocento, proprio per ovviare alla carenza di strutture per immagazzinare le merci in attesa di essere spedite.

Gli artefici.

La realizzazione del deposito merci venne ceduta nel 1895 da un pool di genovesi, che ne aveva acquisito i diritti dal Comune, alla Compagnie des Dock et Magasins Généraux du Port de Gênes, in seguito trasferita a Londra e ridenominata The Customs & Bond Warehouse Company Ltd.

La progettazione fu ad opera di ingegneri inglesi, che la improntarono ai canoni del funzionalismo, evidenziando l’ossatura della struttura in quanto espressione della sua funzione:  le colonne di ghisa,  le travi che sostengono con martinetti le arcate dei piani. L’edificazione fu affidata invece a un’impresa genovese, e la direzione dei lavori fu seguita da professionisti locali.

I dati.

Dicono i testi che nel 1899 vennero ultimate le fondazioni del fabbricato Nord, utilizzando 9585 pali  di pino lunghi da 8 a 13 metri, collegati da una rete di calcestruzzo di cemento. 

L’anno dopo si iniziò l’elevazione, innalzando muri perimetrali spessi un metro. I solai erano costituiti da travi in acciaio principali, alte m.0,5, e travi secondarie, tra le quali erano state gettate volte di calcestruzzo di cemento, con una resistenza di 2,5 tonnellate per metro quadro, ed erano sorretti da colonne di ghisa distanti tra loro m. 4,7. 

Il nome.

A fine  Ottocento venne  stipulato  l’atto  di  istituzione  in magazzino generale dell’edificio, denominato “Magazzini Generali Genovesi – Molo Vecchio Genova”, destinato a conservare merci e derrate di ogni tipo e provenienza o destinazione.

All’inizio del 1901 la parte Nord con le sue nove campate era ultimata, con l’occupazione di un’area di m. 310,80 per m. 30,00 e un’altezza di m. 18,82. L’anno seguente fu terminato anche il piazzale antistante il fabbricato, e furono allacciati cinque binari con la stazione di Piazza Caricamento.

Nel 1926 la Società Anonima Esercizio Magazzini costruì alle spalle dei Magazzini Generali il fabbricato Sud, su quattro piani, con una superficie coperta di 11.000 mq, destinato a deposito di cotoni e una capienza di 40.000 balle.

Dopo il 1945, riparati i danni dei bombardamenti e ampliato il Molo Vecchio, i due fabbricati vennero collegati tra di loro da una gru a ponte, e destinati definitivamente a magazzini del cotone, e questa designazione più suggestiva  rimase, su acuto suggerimento di Renzo Piano, dopo la definitiva ristrutturazione del ’92.