Inizio di una storia di successo.

Al piano terra abbiamo appeso una foto ingrandita dei lavori di cantiere dei Magazzini del Cotone per le Colombiane, con il futuro Auditorium completamente sventrato, come un edificio dopo che dall’aereo ci hanno fatto cadere una bomba sopra. Le bombe sui Magazzini ci sono finite sopra davvero nell’ultima Guerra, causando parecchi danni, fortunatamente sanati, nel rispetto dell’architettura e dei materiali originali, con la ristrutturazione del ’92.

L’Auditorium occupa le ultime tre campate dei Magazzini, all’estremo occidentale, aggiunte negli anni Venti, un po’ più piccole delle altre e con un diverso sistema strutturale rispetto alle precedenti. In occasione dell’Expo’ sono state completamente svuotate, lasciando in piedi solo i muri esterni e murando le aperture originali delle finestre.

 

Una, due, tre sale.

Qui Renzo Piano ha fatto di necessità virtù.  L’edificio, pur con i suoi quattro piani, poco si prestava a accogliere la sala congressi di ampie dimensioni che si era immaginata per Genova – una delle più grandi in Italia allora- se sviluppata secondo i canoni tradizionali. L’intuizione geniale è stata di dividere la sala in due metà, con il palco nel mezzo, in modo da recuperare in lunghezza quello che non si poteva ottenere in altezza.

 

Profondo rosso.

E’ davvero particolare, con le due metà gemelle, Maestrale e Grecale, che si specchiano l’una nell’altra! La maggior parte di quelli che entrano e si vedono davanti questo mare rosso, che degrada verso il centro, per poi riprendere l’abbrivio e sfogare verso l’altro fondo sala, su verso le porte dalle quali si intravede il mare vero, resta a bocca aperta, e non di rado parte un ooooh!.

E non sono pochi quelli che, almeno per un attimo, credono di guardare l’immagine della sala riflessa in uno specchio. 

E’ uno spettacolo specialmente quando si entra dall’alto delle gallerie e la si sovrasta; da lì si possono cogliere meglio anche i particolari del tetto a doppia cuspide, il calore della travatura in legno, dorata dal riflesso delle centinaia di lampade, la solida eleganza delle putrelle di ferro.

 

Cercansi creativi per sala dalla forte personalità.

Un assetto teatrale e un eclettico palcoscenico centrale: una sfida stimolante per l’inventiva degli organizzatori di convention!  Pedane rotanti, prue di vascelli, giochi d’acqua, acrobati in arrampicata sulle pareti, automobili che compaiono all’improvviso bucando il fondale: su questo palco abbiamo visto montare e movimentare un bel po’ di cose fantasiose!

Un vasto foyer attrezzato con reception, guardaroba e spazi di servizio dove accogliere i partecipanti con un cocktail di benvenuto, che può estendersi sulla banchina del molo.

Duemila metri quadrati di open space dove accomodare tutti i convenuti in un’unica area per un pranzo con vista mare.

Quattro livelli di spazio allestibile per esposizioni o per attivita’ collaterali.

Presa nota di tutto?

Meeting Planners, Comunicatori e Team Builders, a voi!