L’Expo’ 1914 in mostra alla Borsa.

Se siete a Genova a marzo, magari per partecipare a un evento al Centro Congressi del Porto Antico, ritagliatevi un piccolo spazio per visitare la mostra sull’Esposizione Internazionale di Genova del 1914, allestita dalla Fondazione Ansaldo nel Palazzo della Borsa.

Se siete Genovesi, è l’occasione per affacciarvi sull’inizio del secolo scorso e curiosare tra le testimonianze fotografiche di un evento assolutamente unico ed effimero, che per sei mesi cambiò il volto della città e la portò alla ribalta internazionale. Prodromo dell’altra Expo’ Internazionale, quella del ’92, che l’aspetto di Genova ha cambiato invece permanentemente, consegnando alla città (e ai turisti) l’area rinnovata del Porto Antico.  

Se siete “foresti”, vale a dire “di fuori Genova”, è anche l’occasione per visitare uno dei più bei saloni della città, la storica Sala delle Grida del Palazzo della Borsa, fastoso e imponente esempio di architettura Liberty, dove avevano luogo le contrattazioni; adesso punto d’incontro e di esposizione per eventi legati alla cultura del Novecento e a quella contemporanea in tutte le sue espressioni.

L’evento genovese che stupì il mondo.

Gli ingrandimenti delle fotografie e delle cartoline del periodo rendono esaurientemente lo scenario che occupava la zona tra la Stazione Brignole e il fronte mare, con uno Stadium di  150×100 metri,  e il grande spazio con gli allestimenti e i macchinari avveniristici di 125 espositori, raccolti in padiglioni di raffinata architettura.  Tra le attrazioni che più colpiscono anche per la loro attualità, la funivia che collegava l’area espositiva con la collina di Carignano, e la monorotaia sopraelevata Telfer, che dall’Expo’ si spingeva verso il mare, attraversandolo per un tratto, per fermarsi infine alla stazione costruita su uno dei moli portuali.

Testimonianze d’archivio.

La mostra è curata da Massimo Minnella, giornalista di Repubblica e autore del libro sull’Esposizione del 1914, pubblicato recentemente da De Ferrari Editore. E’ corredata da filmati d’epoca, dell’archivio della Fondazione Ansaldo, visibili nelle postazioni dei box espositivi ricavati dai vecchi scagni degli agenti di cambio. E’ aperta al pubblico, con ingresso libero, sino al 29 marzo.