Sono un must. Stanno al Porto Antico come la Lanterna sta a Genova: una volta usciti dalle sale convegni dei Magazzini del Cotone e prima di partire alla scoperta del centro storico, sicuramente ci andrete almeno a curiosare intorno.  Parliamo del Bigo – ve ne abbiamo già fatto cenno – e della Biosfera, che avrete visto, lì a fianco all’Acquario, venendo a piedi dagli hotel o ammirando lo scenario portuale dalle vetrate del Centro Congressi.

Quando fu deciso che Genova avrebbe ospitato il summit dei capi di stato nel 2001, si palesò l’esigenza di ideare un qualcosa di nuovo, un monumento o altro da posizionare nel Porto Antico, che celebrasse l’importante evento.  Un qualcosa di così originale da poter sostenere il confronto con quel gigante del Bigo, che è una struttura possente e dalla fortissima identità. Le banchine erano già tutte occupate e non avanzava molto spazio per l’inventiva, men che mai nell’acqua portuale, dove gli spazi sono essenziali e funzionali.

Allora Renzo Piano, nuovamente chiamato a mettere mano nel suo Porto, si inventò questa cosa poetica della bolla: la rappresentazione simbolica del nostro pianeta.

 

Bolla RP

Piccolo Mondo Tropicale.

Ne risultò questo globo di acciaio e vetro, che sembra galleggiare leggiadramente sull’acqua ma nell’insieme pesa 60 tonnellate: un gigante leggerissimo, un bell’esercizio di progettazione strutturale, dice Piano. Con un diametro di 20 metri, una superficie di 1.250 mq e un rivestimento di oltre 300 lastre di cristallo che brillano sotto il sole come le facce di un diamante.

Se la guardate da distante vi ricorderà forse le magiche palle di vetro con dentro paesaggi che si animano sotto la neve. Invece dentro la Biosfera c’è un piccolo mondo, una porzione di preziosa vita del pianeta condensata in un volume di 4000 metri cubi. C’é un complesso insieme di organismi tropicali animali e vegetali : rari esemplari di alberi, diverse specie di uccelli, testuggini, pesci e insetti.

Natura e tecnologia.

Ma la biosfera ha una doppia lettura: la bellezza e la complessità della natura qui sono coniugate a tecnologia e perfezione strutturale. Suddivisa in 12 paralleli e 32 meridiani,  é costituita da 336 moduli di vetro stratificato a curvatura sferica  nell’involucro e da 28 nella controparete interna, fissati con 330 giunzioni di fusione:

costruirle é stato un lavoro di assoluta precisione – dice l’architetto nel suo Giornale di Bordo – lunghezza e inclinazione di ogni elemento dovevano essere precise al millimetro perché il minimo errore avrebbe fatto “impazzire” la sfera.

Un sistema computerizzato gestisce il movimento di un complesso di vele, che seguendo lo spostamento del sole garantiscono la schermatura necessaria al mantenimento del microclima. Un sofisticato sistema di condizionamento, che sfrutta anche il calore dell’acqua del mare, regola le temperature e muove l’aria con moti convettivi e correnti lamellari, assicurando in ogni stagione una temperatura di 24° e il giusto tasso di umidità.

Siete pronti per l’esperienza? Avanti, varcate la soglia di questo particolare Stargate e vi troverete in un luogo-non luogo dall’atmosfera suggestiva, dove, come dice Piano:

L’aria é piena di sensazioni antiche. Circondati da felci erboree e tropicali di grandi dimensioni, ci si aggira in un mondo senza tempo come un dinosauro qualunque.