Attracchi al Molo Vecchio.

Il Molo Vecchio sta sotto i Magazzini del Cotone, dove c’è il Centro Congressi. Dalla parte a sud si vede di fronte la Lanterna, da quella verso nord il Bigo. Intorno ci sono i suoni e i colori del mare, quella vitalità propria dei porti, che fa percepire nell’aria il viaggio anche da fermi sulla banchina.

Al Molo Vecchio normalmente stanno attraccati gli yacht a due e a tre piani, e a stare seduti nei dehors dei bar, da maggio a ottobre, con un po’ di fantasia ci si può anche immaginare di essere a Saint Tropez. Nella pausa pranzo dei convegni, i congressisti si riversano sul molo e nei dehors, e respirano il mare e girano il viso verso il sole. Questo è uno dei pregi del tutto particolari del nostro Centro Congressi.

La Vecchia Signora.

Di tanto in tanto al Molo Vecchio attracca la Vespucci, ed è sempre un piacere vedersela lì ormeggiata accanto. La Vespucci è l’ammiraglia delle navi scuola dell’Accademia Navale italiana, nostra ambasciatrice per i mari. Con la sua chiglia nera a bande bianche e gli alberi alti cinquanta metri, è un vascello splendido, dal fascino immutato nel tempo.

Al mattino, il nocchiero soffia nel fischietto, e dalle vetrate del Centro Congressi vedi i cadetti in giacca blu e calzoni bianchi, allineati in coperta, che fanno il saluto, fieri di essere cadetti, e di esserlo a bordo della Vecchia Signora.

Sotto la campana di bordo una targa recita il motto “Non chi comincia ma quel che persevera”. Qui al Centro Congressi ne abbiamo attaccato una copia all’ingresso degli uffici, sopra il lettore di badge, così ci si potenzia la risolutezza dell’equipaggio.

Venti e controvento.

Un po’ più piccola e un po’ più bassa, con i trentacinque metri dell’albero di maestra, pur sempre la seconda unità a vela più grande della Marina Militare, la goletta Palinuro, è anche lei ospite frequente del nostro porto. Faventibus Ventis, “Che i venti ti siano favorevoli”, il suo motto. Questo, dobbiamo ancora decidere dove attaccarlo.

Probabilmente sulle porte del lato mare dei Magazzini del Cotone, quando il Libeccio è così forsennato che, per aprirle, da fuori ci si attacca alla maniglia con le due mani e ci si puntella sui piedi.

Le Tall Ships’ Races.

Vespucci e Palinuro le abbiamo avute insieme qui per diversi giorni, insieme ai quaranta grandi velieri delle scuole di marineria di diversi paesi, in tre edizioni delle Tall Ships’ Races, una regata che coinvolge oltre tremila adolescenti, provenienti da tutta Europa. Quando i giovani equipaggi sfilano l’uno dopo l’altro sulla banchina del Molo Vecchio, con le divise colorate e portando tese sopra le teste le enormi bandiere dei loro paesi, preceduti dai tamburi e dagli ottoni della banda della Marina Militare, è davvero emozionante.

I vascelli sono attraccati col gran pavese a tutti i moli del Porto Antico, fino a quelli della Stazione Marittima, e l’aria di festa pervade tutto il porto. Quando ripartono, prima di riprendere ciascuno la rotta verso casa, escono in parata in mare aperto seguiti da centinaia di piccole imbarcazioni, sventolii di bandiere e fazzoletti e strombettamenti di saluto.

E’ uno spettacolo di rara suggestione, vedere la Vespucci che sta in testa e maestosa traccia la rotta, con le ventisei vele quadre e di taglio spiegate. Si è presi dall’irresistibile voglia di imbarcarsi, e salpare per i mari sconosciuti e per le grandi avventure.