Ma come fanno i traduttori?

Diciamolo, per noi che tendiamo a perdere il filo del discorso alla prima chiosa del nostro interlocutore, gli interpreti di simultanea sono organismi geneticamente modificati.

Sul palco della sala congressi il relatore disserta speditamente –poi incalzante al countdown del timer – di caratterizzazioni spettrofluorimetriche dei nanocompositi o di colangite sclerosante primitiva, concentrato sul suo speech e dimentico della volata che devono fare gli interpreti, chiusi nel loro abitacolo, per stargli dietro. Ma loro, apparentemente imperturbabili, da dietro al vetro della cabina  riescono contemporaneamente a seguire il discorso,  recepirne il senso,  tradurlo a se stessi e surrogarlo agli altri in una forma intelligibile.

E non è solo questione di saper spaziare tra gli argomenti. Con le lingue che hanno costruzioni sintattiche rovesciate rispetto alla nostra, per avere svelato il senso bisogna attendere la fine della frase, mantenendo tuttavia nel décalage, che è il tempo di scarto tra la nozione che entra e la traduzione che esce, il pieno controllo di tutti i pezzetti del discorso.

E che dire del meccanismo del relais, in cui l’interpretazione del discorso rimbalza da una lingua all’altra in una catena di rimpalli? Per i non addetti ai lavori è un arzigogolo tale che si fatica già solo a seguirne la spiegazione.

Professione: interprete.

Vero è che il cervello si può programmare con l’esercizio, e gli aspiranti interpreti si forgiano con le simulazioni in aula. Ma dal vivo è un’altra storia. Il Dipartimento di Lingue e Culture Moderne dell’Università di Genova ha attuato un progetto per portare gli studenti del corso per interpreti a contatto con situazioni reali. Questo approccio “dal vivo” favorisce così la familiarizzazione con le diverse dinamiche comunicative, la varietà delle tematiche congressuali, i rituali conversazionali e le tipologie degli oratori e delle relazioni.

Il Centro Congressi del Porto Antico, coinvolto dall’Università nell’iniziativa,  ha dato volentieri il proprio sostegno, e ha esteso la richiesta di collaborazione ai clienti del Centro Congressi con eventi programmati nel corso dell’anno. Gli organizzatori hanno riposto con entusiasmo, dando la loro disponibilità a far accedere gli studenti ai lavori congressuali.

A bordo, si prova!

L’esordio avverrà con eventi di grossa portata e che consentiranno di spaziare tra materie diverse: la medicina con il Congresso nazionale dei Medici Diabetologi, le scienze oceanografiche con l‘internazionale Oceans’ 15 (interamente in lingua inglese) e le tecniche e le tecnologie con le Giornate Nazionali di Saldatura.

A partire da maggio  i futuri interpreti si eserciteranno in cabine mute, dalle quali potranno seguire le relazioni collegati in audio, cimentandosi nella traduzione, inciampando nella struttura del sintagma, inseguendo il lemma fuggente, nel silenzio complice della cabina scollegata dalla sala.

Contiamo di vederli seduti nuovamente nelle nostre postazioni di traduzione tra qualche anno, concentrati e sul pezzo tra décalage e  relais, questa volta con il microfono inserito.