Che siamo attenti alla sostenibilità agli utenti del Centro Congressi lo spieghiamo sui poster che abbiamo collocato in diversi punti della struttura e che dettagliano i passi intrapresi dal 2009 per gravare il meno possibile sull’ambiente.

Formazione del personale e sensibilizzazione dei fornitori abituali, utilizzo di materiali e prodotti ecologici, sostituzione di attrezzature e impianti per un maggior contenimento dei consumi, smaltimento responsabile delle risulte: queste le basi sulle quali abbiamo lavorato in questi anni cercando di coinvolgere il più possibile nel processo quanti si trovano a condividere temporaneamente i nostri spazi per gli eventi.

Chi nu se straggia ninte.

Renzo Piano, artefice della riconversione degli antichi Magazzini del Cotone in polo congressuale (grandioso esempio di riciclo!) nel progetto presentato per l’Expo’92 inserì una sorta di claim:

chi nu se straggia ninte !

Parafrasandolo, anche per noi questa è una linea guida: qui non si spreca niente, o perlomeno l’inevitabile.

Anche il riciclo è difatti  tra le nostre priorità, e siamo attenti a reinventare destinazioni d’uso  quanto più possibile, a partire dai materiali di risulta, come la moquette e i pallet, che vengono recuperati da imprese locali per nuovi utilizzi.  In diverse occasioni i particolari allestimenti residuati da grandi eventi sono stati salvati dallo smaltimento e riavviati a nuovi utilizzi in alcune strutture ludiche e culturali del Porto Antico.

Poiché il Centro Congressi ha l’esigenza di rinnovare periodicamente qualcuna delle sue dotazioni, ci attiviamo per prolungare altrove la vita degli arredi. Recentemente un centinaio di sedute delle sale minori, sostituite per motivi di funzionalità, sono state cedute al sistema museale genovese, altrettanto sensibile alla sostenibilità. Saremo orgogliosi di ritrovarle in sedi prestigiose, perché continui il loro utilizzo per la città e per il pubblico.

Il piatto pieno.

Del recupero del cibo al termine degli eventi abbiamo già parlato in altri post. Si tratta del progetto di Federcongressi&eventi in collaborazione con il Banco Alimentare, per la ridistribuzione dei leftover  alle associazioni che assistono gli indigenti. Già da diversi anni questa attività era svolta in autonomia da alcune aziende di catering, ma col progetto Food for Good ora é regolamentata da procedure standard ed è misurabile a livello nazionale. Il Centro Congressi di Genova è stato tra gli sperimentatori della fase pilota e i risultati  sono assolutamente gratificanti.

Siamo pieni di energia.

Raccolta differenziata, riciclo, riduzione dei consumi…ma non basta! Il Porto Antico da novembre si è dotato di un sistema di produzione energetica, con un impianto fotovoltaico installato sul tetto dell’autosilo dei Magazzini del Cotone.

L’ingente fabbisogno di energia che richiedono gli impianti di condizionamento, le pompe idrauliche, l’erogazione delle utenze elettriche, i numerosissimi servizi necessari al funzionamento della vasta area del Porto Antico, è adesso in parte coperto da 756 moduli fotovoltaici policristallini da 255Wp, per una potenza totale di 192,78 KWp.

Montati all’ultimo piano dell’Autosilo, quasi una pensilina per le auto parcheggiate, sono in grado di generare circa 210.000 KWh/anno, con un risparmio di circa € 34.900,00. A questo intervento si aggiunge la sostituzione delle luci dell’Autosilo con nuove lampade led e la conseguente riduzione del 43% dei consumi. Il che completa l’intervento già attuato negli anni precedenti, con l’installazione di  un impianto di illuminazione a basso consumo nell’area dei Magazzini del Cotone e del Bigo, per un risparmio del  67%.

Soddisfatte etica e economia! Ma al Porto Antico e al Centro Congressi guardiamo oltre, perché la nostra Piazza sul Mediterraneo sia sempre più green.