Facile scrivere qualche nota su Andrea Bagnasco: nella bio sul suo sito ci sono tutte le informazioni utili, in uno stile che cattura. Proprio come le sue fotografie.

Lo abbiamo conosciuto recentemente: guardando la gallery online del servizio da lui realizzato al Centro Congressi del Porto Antico per la Power Systems Computation Conference. Le foto sono briose, emanano luce: si percepisce che i partecipanti sono soddisfatti di essere in un posto accogliente, con i colleghi convenuti da tutto il mondo, a condividere non solo algoritmi ma anche convivialità.

Inevitabile andare poi sul suo sito per vedere il resto della produzione. Bagnasco è specializzato in reportage di matrimonio e in ritratto, e anche lì si coglie immediatamente lo stile: il racconto. Non sono soltanto belle fotografie, sono a modo loro documentari.

E difatti dice Andrea di sé:

Mi ispiro ai fotografi di strada, ai documentaristi, ai grandi ritrattisti.

Si intuiscono, si leggono: e la lettura è doppia, afferma Andrea, perché davanti c’è il soggetto fotografato – la storia – e dietro sta il fotografo, che di quella rende la sua interpretazione personale.

Andrea Bagnasco nell’attimo fuggente riesce ad estrapolare l’essenza di ciò che vede. Un’espressione, un gesto, e c’è descritta un’emozione, c’è racchiusa la storia di quel momento.

Perché alla fine questo mi interessa: fotografare le persone per quello che sono, uniche nella loro normalità. E raccontarne le storie.

Il suo curriculum riporta in calce e quasi con trascuratezza una lista di membership professionali e di autorevoli riconoscimenti, il che non guasta, ma l’attestazione più convincente emerge vivida proprio dai suoi racconti fotografici.

Canonista o Nikonista?

Fotocamera: Canon EOS 5D Mark III