Topografie del Porto Antico.

Del piazzale in fondo al Molo Vecchio, dove terminano i Magazzini del Cotone con la Sala Grecale, già abbiamo accennato in diverse occasioni. Raccontando dei Magazzini del Cotone che vi si affacciano, degli incredibili colori che lo skyline di fronte dispiega nelle albe e nei tramonti, dell’impressione che fanno le navi smisurate che passano davanti alla punta così vicinnave testata moloe che quasi le tocchi. E, naturalmente, parlando della Lanterna, che sta proprio lì davanti, con i suoi 76 metri di altezza e tutta la sua gloriosa storia.

Il piazzale sino a qualche tempo fa era semplicemente la Testata di Molo, a distinguerlo dalla Radice di Molo che sta al capo opposto.  Da un po’ di tempo c’è una targa con scritto Belvedere dei Dogi “Molo Vecchio”. Nome importante, se lo merita tutto, ma per noi rimane sbrigativamente la Testata.

Con questo bello spazio a disposizione gli organizzatori  possono sbrigliare la creatività e  arricchire il loro evento al Centro Congressi.

Qui sono state montate grandi tensostrutture a uso showroom per  il lancio di nuovi prodotti, approntate vaste esposizioni di ogni tipo di automezzo.

igloo Testata di Molo

truck Testata di Molo

 

 

 

 

 

 

 

 

Qui sono stati allestiti eleganti spazi au bord de la mer per i cocktail delle convention, collocati truck con ampie verande per dimostrazioni scientifiche, strutture per i media di eminenti eventi internazionali.

E poi  il piazzale – e questa è una chicca – tutte le estati si trasforma in Arena del Mare, un suggestivo teatro all’aperto per oltre 5000 persone, incorniciato dalle luci della diga foranea, lambito dalle navi da crociera che silenziose scivolano dentro e fuori dal porto.

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E storie annesse.

Il Belvedere e tutto il resto i nostri congressisti lo possono apprezzare anche dall’alto, dal ballatoio della Sala Grecale: le grandi finestre incorniciano quadri romantici. Il mare davanti ha tutti i blu del pantone, ma alle volte è rosa e arancio, a specchiare sbuffi di nuvole in quei tramonti magici di settembre e di ottobre, quando sembra che sia ancora tutto possibile. Talvolta è grigio, nelle giornate come diciamo noi luveghe, quando mare e cielo sono cupi e malinconici, lo Scirocco grava sulla testa come un gigantesco calderone rovesciato, e  sembra che non arrivi nessuna risposta.

La Lanterna è lì, a poche vogate, rassicurante, come la diga foranea che sembra cingere e proteggere in un abbraccio. E invece lì davanti quasi cinquant’anni fa ci è affondata la London Valour, un piroscafo mercantile inglese.

Era il 9 Aprile 1970. Un’ improvvisa libecciata di enorme violenza spinse sugli scogli della diga foranea la nave, che era alla fonda poco distante: si strapparono le ancore e il piroscafo si spezzò in due tronconi. Nonostante i tentativi di soccorso prestati da ormeggiatori, motovedette, e persino dai barcaioli del porto, furono in molti a perdere la vita, assurdamente a poca distanza dalla terraferma, sotto gli occhi delle migliaia di genovesi radunati per assistere, col fiato sospeso, alle operazioni.

Lo leggete sulla targa posta sulla facciata dei Magazzini:

Il vento si farà lupo il mare sciacallo…le ancore hanno perso la scommessa e gli artigli…

che è una canzone del grande cantautore genovese Fabrizio De André, scritta in memoria della sciagura.

 

targa London Valour