Un centro congressi necessita di manutenzioni continuative, tanto più se è una struttura grande come la nostra, dove transitano migliaia di persone e dove gli allestimenti si avvicendano continuamente. Ci vogliono attenzione e cura costanti. E programmazioni, ripristini periodici,  frequenti giri di controllo dello stato generale. E ci sono le volte in cui queste ispezioni generano qualche turbolenza…

Le manutenzioni in un Centro Congressi.

Quando marca male, gli operai del Centro Congressi, i  Boys, come li chiamiamo,  se ne accorgono subito. La Venue Manager, munita di penna e block notes, si aggira per la struttura lanciando occhiate cupe, foriere di manutenzioni.

In genere quando marca male c’è un precedente. L’occhio della V.M. si è posato casualmente su uno sbrego in un braghettone, o su un cartello sghembo. Oppure il cigolio di una porta le ha offeso l’orecchio. E da lì si scatena il fungo atomico.

I Boys la guardano di sottecchi mentre con sguardo clinico scandaglia muri e colonne, e si scambiano occhiate consapevoli e allertate. Non osano domande, ma lo sanno, che sta per franargli sulle schiene una tornata di manutenzioni.

Manutenere necesse.

La V.M. macina salone su salone da un piano all’altro e prende appunti sintetici. A fine giro, se le riuscirà di decrittarne il senso a posteriori, li tradurrà in direttive per i lavori da attuare.

A mano a mano che procede, non è raro che si senta montare un filo di irritazione, soprattutto se è passato parecchio tempo dall’ultimo giro ispettivo, e si sono accumulate le magagne. Si tratta sempre degli stessi sgarruppamenti, li si dovrebbe annusare ormai nell’aria e prevenire la segnalazione. Ma i Boys hanno la scusante che sono boys, e si sa che gli uomini, tranne pochi esemplari controcorrente – di norma dei cataplasmi insostenibili- sono poco attenti a queste cose.

Qualche volta la V.M. dice loro per spronarli:

ricordatevi che siamo sui testi di architettura, vengono a visitarci progettisti da tutto il mondo. Mica siamo un centro congressi qualunque, vediamo un po’ di farcelo durare ancora qualche anno.

Ma non sembra che tirare in ballo le archistar procuri particolari fremiti di consapevole proattività.

Boys vs girls.

Compilata la lista delle doléances, la V.M. assegna gli incarichi secondo le competenze. Ce n’è per tutti i talenti, per gli artisti in pectore e per i manutentori duri e puri.  Ripristino dei pilastri sbertucciati dalle cariche dei carrelli, sostituzione delle piastrelle di moquette macchiate. Ricarica delle molle dei sedili sfondati, ricollocazione dei braccioli schiantati. Controllo dei rubinetti, sostituzione dei neon in fin di vita nei camerini. Riordino dei magazzini ovunque posti, sgombero del ciarpame dai camminamenti tecnici.  Ancoraggio piastrelle del pavimento galleggiante,  check  cablaggi e discese elettriche, e avanti, sino ai sofismi della stuccatura dei fori dei tasselli rimossi.

Sicuramente i Boys in questi frangenti pensano le cose che tipicamente i boys pensano delle donne in questi momenti: che sono questioni legate ai livelli ormonali e via di seguito, e che per fortuna succedono una volta ogni tanto, poi ritorna la quiete.