Piatti pieni e piatti vuoti.

Difficile prevedere quanto l’appetito dei congressisti o l’appetibilità del menu incideranno sul servizio di catering. Per i caterer è dunque buona norma tenersi larghi con un buon margine di alimenti in più, onde evitare il desolante effetto dei tavoli da buffet “spazzolati”.

Di conseguenza non è infrequente che i resti di cibo ancora intatto- ma per legge non più utilizzabile-  siano considerevoli, e a gettare un’occhiata nelle cucine di un centro congressi a fine evento coglie un senso di disagio all’idea di tanto spreco,  sapendo che sono moltissime, e drammaticamente in aumento, le persone che non riescono a sfamarsi.

Un bel progetto anti spreco.

Ma c’è una buona notizia. Federcongressi&eventi, con la collaborazione del Banco Alimentare, si è fatta promotrice di un progetto che organizza il recupero del cibo non consumato durante i convegni per destinarlo alle mense dei poveri. Buona pratica che alcune location e alcuni  operatori del settore già da tempo hanno attuato singolarmente, districandosi tra certe rigidità normative e stringendo accordi diretti con ONLUS locali.

La prima fase del progetto è stata avviata a inizio anno, con la collaborazione di operatori del settore (Palacongressi di Rimini e  MZ Congressi di Milano, oltre al Centro Congressi di Genova) che hanno dato immediata adesione.

Il punto sulla prima fase.

Il Centro Congressi del Porto Antico ha utilizzato come banco di prova una convention assicurativa con 800 partecipanti e un congresso medico con 200 partecipanti. La collaborazione tra Capurro Ricevimenti e i referenti locali del Banco Alimentare ha consentito di destinare a fine evento notevoli risorse a diverse associazioni assistenziali.

Le esperienze raccolte dai progetti pilota saranno utili per la messa a punto di Linee Guida da proporre a livello nazionale. I risultati di questa fase sperimentale saranno resi noti alla Convention Federcongressi&eventi a Roma, il 25 e 26 marzo 2015.