Se ti inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli
In quell’aria spessa carica di sale, gonfia di odori
lì ci troverai i ladri gli assassini e il tipo strano
quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano

Osservando la zona del Porto Antico oggi, sembra impossibile che Faber si riferisse alla Superba nella sua ‘’ La città vecchia’’ eppure, tornando indietro nel tempo, notiamo come Genova avesse un volto completamente diverso da quello attuale.

Nel secondo dopoguerra, infatti, con la crescita dei traffici portuali, le strutture di uno dei principali porti del Mediterraneo, erano diventate inadeguate. Le navi iniziarono a spostarsi verso ponente, gli edifici del Porto Antico furono abbandonati e l’area iniziò un lento declino.

Ma nel 1992, in occasione dei 500 anni dalla scoperta dell’America, fu assegnata a Genova l’organizzazione dell’EXPO Internazionale. Fu proprio questa l’opportunità per regalare un nuovo aspetto alla città e per far conoscere Genova per le sue bellezze, messe in secondo piano dalla grande vocazione industriale e mercantile della Superba.

L’idea fu quella di iniziare un restyling partendo proprio dall’Area del Porto Antico e l’incarico fu conferito nel 1984 a Renzo Piano.

L’architetto pensò di creare strutture la cui funzione non terminasse con la fine dell’evento, affinché il Porto Antico fosse riqualificato come centro culturale e commerciale.

La riconversione degli spazi.

Il rapporto tra l’uomo e il mare, tema portante della manifestazione, era messo in difficoltà nell’ex Repubblica Marinara dalla barriera creata dal muro di accesso al porto e dalla criticatissima strada sopraelevata. Eliminato il primo ostacolo, i genovesi ristabilirono un contatto visivo con la distesa d’acqua blu da cui erano stati separati per decenni.

Nei primi mesi del 1992 iniziarono così i lavori di abbattimento e fu dato il via al progetto per l’Expo.

I Magazzini del Cotone furono tra i principali edifici oggetto della riqualificazione.

Gli antichi magazzini per lo stoccaggio delle merci furono trasformati dall’architetto Piano in area espositiva e in Centro Congressi, riconversione ancora attuale affiancata nel corso degli anni dall’incremento delle più svariate attività commerciali (bar, cinema, ristoranti) e ricreativo-culturali, come la Biblioteca per ragazzi Edmondo De Amicis e la Città dei Bambini, una struttura dove i piccoli visitatori possono scoprire scienza e tecnologia e dedicarsi ad attività ludiche ed esperienziali.

Anche il Quartiere Millo, che ospitava anticamente i magazzini del deposito franco, fu riconvertito in area espositiva, a fianco di strutture di prestigio quali Bigo e Acquario che oggi, a distanza di 27 anni, continuano a essere una delle principali attrazioni della Liguria.

Il riassetto urbanistico e culturale fu gestito dall’Ente Colombo, società nata dalla collaborazione tra Regione Liguria, Provincia e Comune di Genova, Camera di Commercio e il Consorzio Autonomo del Porto di Genova. Per le opere edilizie e la promozione pubblicitaria vennero stanziati finanziamenti statali per quasi 600 miliardi di lire, un investimento rilevante che ha dato lustro al capoluogo qualificando il Centro Congressi quale location riconosciuta a livello internazionale.